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Risparmio energetico: vantaggio competitivo
A cura di Mariacristina Prece – Associazione Industriali del Molise

L’energia è oggi una delle fonti primarie di ricchezza di un Paese e non essendo illimitata ha un costo per gli utilizzatori tendenzialmente crescente. Inoltre la produzione di energia e il suo stesso utilizzo comportano un inevitabile incremento delle emissioni inquinanti. Pertanto è diventato indispensabile limitarne e ottimizzarne i consumi agendo in modo da razionalizzarli ed evitare gli sprechi.

Il risparmio energetico procura dei vantaggi immediati in termini di costo ed è una forma di investimento accessibile a tutte le imprese, anche le più piccole.

L’Unione Europea incoraggerà nei prossimi anni gli investimenti finalizzati a conseguire risparmi energetici in tutti i comparti, particolarmente nei settori produttivi, incentivando prioritariamente la ricerca e lo sviluppo di sistemi innovativi soprattutto nei settori dell’energia e dell’ambiente.

Anche il POR della Regione Molise destinerà ingenti risorse a questo genere di iniziative.

Pertanto vale la pena fare un approfondimento su quali azioni possono mettere in campo le imprese per conseguire l’obiettivo del risparmio energetico.

Quattro i possibili interventi per ottenere in azienda una vera efficienza energetica: agire sui recuperi e i risparmi energetici; razionalizzare gli usi finali; diversificare le fonti energetiche (energy mix); effettuare miglioramenti tecnologici.

Una strategia orientata su queste quattro direttrici, mirante alla riduzione del fabbisogno energetico deve garantire lo svolgimento del processo produttivo o l’erogazione di un servizio (ad esempio il riscaldamento) attraverso l’utilizzo della minor quantità di energia possibile.

L’AUDIT ENERGETICO E LE ES.C.O.

In molti casi, all’interno delle imprese, è possibile sfruttare un ampio “margine di miglioramento” dell’efficienza nella produzione e nel consumo di energia, applicando soluzioni tecnologiche per un suo utilizzo efficiente, la cui implementazione offre margini di risparmio economico più che interessanti.

Il risparmio energetico, conseguibile tramite un aumento dell’efficienza, adottando le tecnologie attualmente sul mercato, è molto ampio.

Secondo un recente studio effettuato dall’Unione Europea è emerso che il possibile risparmio energetico, conseguibile attraverso un incremento dell’efficienza, è intorno al 20% del consumo attuale d’energia. I maggiori potenziali di risparmio risiedono nei motori elettrici, negli elettrodomestici e nell’illuminazione, che costituiscono il 90% del potenziale stesso.

L’ostacolo principale all’incremento dell’efficienza energetica resta la mancanza di informazioni (sulla disponibilità e sui costi di nuove tecnologie e sui costi dei propri consumi), così come la carente formazione dei tecnici ad una corretta manutenzione ed il fatto che questi aspetti non sono sufficientemente presi in considerazione dagli operatori del mercato.

La realizzazione di azioni per il miglioramento dell’efficienza energetica richiede competenze ed esperienza. Sono infatti necessarie una “diagnosi”, che individui le richieste energetiche dell’azienda o dell’edificio (presenti e, possibilmente, future) e le opportunità di intervento offerte dalla recente tecnologia adattabili alla situazione in esame.

Questi interventi, fino a qualche tempo fa, erano però difficilmente implementabili nelle imprese per la carenza di fondi rispetto alle esigenze complessive, riguardo alle quali l’energia occupa spesso un ruolo secondario rispetto alle esigenze di mercato e alla logica del profitto di “breve periodo”. Un’azione efficace volta a ridurre in modo sensibile il consumo energetico non è realizzabile senza aver preventivamente individuato i fattori di spreco, al fine di controllarli in futuro.

L’Audit Energetico è quindi indispensabile perstabilire in anticipo se un intervento possa risultare fattibile e conveniente, sia dal punto vista tecnico che economico.

Solitamente le Società di Consulenza Energetica (cosiddette ES.C.O.) forniscono un primo servizio gratuito di diagnosi (anche se non approfondita), perché nella maggior parte dei casi il cliente non è a conoscenza dei vantaggi insiti nei servizi proposti, quando addirittura non è a conoscenza neppure dell’esistenza di simili società di servizi.

In seguito, accertata la concreta possibilità di realizzare dei risparmi consistenti, la Società di Consulenza Energetica può procedere ad una diagnosi più approfondita e quindi impegnativa.

Le fasi di un audit energetico sono solitamente quattro: raccolta di informazioni preliminari al fine di effettuare un’analisi energetica iniziale (sito, struttura, processi produttivi); visita in azienda volta allo svolgimento di un’analisi energetica interna ai processi (uso e gestione dell’energia); elaborazione dei dati raccolti e predisposizione del rapporto di audit; individuazione delle aree di possibile intervento.

I primi interventi proposti, in grado di far ottenere alle imprese un immediato e sensibile risparmio energetico ed economico sono generalmente: l’assistenza nella manutenzione degli impianti energetici; l’outsourcing della gestione degli impianti di produzione o di utilizzo dell’energia; l’ottimizzazione dei consumi elettrici e dei contratti di fornitura dell’energia stessa.

Generalmente le ES.C.O. valutano imprese i cui consumi energetici si attestano su valori piuttosto alti (oltre i 50.000 euro) e seguono tutto il percorso che porta alla realizzazione degli investimenti necessari per conseguire il risparmio energetico prefissato. Queste società si occupano anche della ricerca dei finanziamenti per effettuare gli investimenti e dell’assistenza tecnica alla loro realizzazione.

L’Audit Energetico procede seguendo dei criteri ben definiti:

Redazione di un preventivo – relativo al servizio di Audit Energetico – tramite istruttoria gratuita svolta da un tecnico; acquisizione dei dati relativi alle bollette energetiche annuali di un periodo significativo (3-5 anni); diagnosi energetica e studio di fattibilità dell’intervento: le tipologie impiantistiche devono assicurare le migliori caratteristiche innovative e di redditività, garantendo un potenziale di risparmio significativo (>30% su costi e consumi in bolletta); studio di fattibilità economica: le misure tecniche adottate devono avere un tempo di pay-back ragionevolmente basso (circa 3-5 anni).

In ogni fase della diagnosi, occorre valutare attentamente le possibilità di insuccesso dovute a fattori diversi, quali la mancanza del know-how necessario, di tempo/risorse da dedicare al progetto, del finanziamento o del capitale necessari, nonché la presenza di rischi intrinseci troppo elevati.

L’Audit Energetico, dunque, costituisce il fulcro del processo decisionale alla fine del quale è possibile stabilire se sia conveniente o meno accettare la commessa e dare il via alla vera e propria fase di progetto.

Pur non ricorrendo ad una ES.C.O. è comunque possibile per le imprese più piccole richiedere audit energetici a consulenti specializzati, che possono aiutarle ad individuare anche micro interventi capaci di generare risparmi energetici e quindi economici.

Si segnala a tale proposito che presso lo Sportello del Patto per l’Innovazione è in fase di attivazione uno specifico servizio “Sportello Energia” in grado di orientare le imprese nell’approccio a queste tematiche.

 


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